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Bogdan Zajac a Castel Volturno: "Vedere gli allenamenti di Ancelotti è come vincere al Lotto. Ho un nome per il Napoli. Su Zielinski e Milik..." [ESCLUSIVA VIDEO]

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Bogdan Zajac, secondo dell'ex ct polacco Nawalka, al seguito del Napoli per una settimana: “Carlo sul podio mondiale, stare con lui `come vincere un terno! Ci sono 2 Zielinski! Su Milik....”

(In allegato il video dell'intervista)

Bogdan Zajac, secondo dell'ex ct polacco Nawalka, al seguito del Napoli per una settimana: “Carlo sul podio mondiale, stare con lui `come vincere un terno! Ci sono 2 Zielinski! Su Milik....”

Ex difensore, classe 1982, mister Bogdan Zajac sta studiando dai migliori: secondo dell'ex ct della Polonia Nawalka per 10 anni, ha avuto la possibilità, grazie alla mediazione di Arkadiusz Milik, di vivere per una settimana al Golden Tulip, l'albergo adiacente ai campi di allenamento del Napoli, con la possibilità di studiare da vicino i metodi di lavoro del mister. 


Dopo una settimana con Ancelotti ed il Napoli, cos'è la prima cosa che hai pensato tornando a casa in Polonia? 

"Semplicemente è una conferma che sto andando nella giusta direzione, quella che avevo in testa. Tantissime informazioni raccolte qui mi danno tanto da pensare ed un allenatore per non stare fermo deve sempre cercare delle nuove soluzioni, e dei nuovi stimoli per andare avanti. È basilare poter tradurre le proprio idee sul campo e spero di poter entrare subito in pista". 

Puoi descrivere qualcosa dei metodi di lavoro di Carlo Ancelotti? Sai, per noi non è tanto facile poter assistere agli allenamenti...

"Voi non avete la possibilità di esser lì...allora devo dire che sono uno fortunato! Diciamo che ho vinto al lotto, l'esperienza che ho potuto acquisire è impagabile per un allenatore. Assistere agli allenamenti da vivo, vedere il lavoro svolto e poi tradotto nelle partite contro Cagliari (2-1) e contro la Spal (2-1). Vedere tutto da vicino, stare a bordo campo negli allenamenti è stato possibile esclusivamente grazie ai nostri 'Ragazzi d'Oro' cioè Arek e Piotr. Tutte e due giocatori li ho avuti nella nazionale polacca, ci conosciamo molto bene, Arek ha chiesto e ottenuto il permesso dal Mister per uno stage di qualche giorno agli allenamenti. Ho avuto anche la possibilità di parlare con Mister Ancelotti. Ho conosciuto la sua grande personalità. Alla fine ci siamo parlati quasi un'ora, è stato paziente rispondendo alle mie domande, curiosità ed infine abbiamo avuto uno scambio di vedute calcistiche. Abbiamo toccato tanti temi, ma non voglio entrare nei dettagli, erano temi anche dello spogliatoio e tali devono rimanere. Chi ha fatto parte di una squadra sa a che cosa mi riferisco”.

Cosa puoi dirci dell'atmosfera che si respira a Castel Volturno al termine di questa stagione? Sai questa squadra si aspettava di vincere qualcosa...

"Il posto dove la squadra si allena è un'oasi di tranquillità. Vi giocano tanti eccellenti giocatori, ma la percezione è che fanno parte di una squadra. Traspira la grande calma di Carlo Ancelotti. Ognuno la vede a modo suo, ma penso che Mister Ancelotti in questa stagione abbia buttato giù importanti basi per un eccellente futuro prossimo. Ha conosciuto a fondo i suoi giocatori e loro il suo metodo di lavoro. Ora si attendono rafforzamenti e i miglioramenti. Sono profondamente convinto che il Napoli raccoglierà i frutti già nella prossima stagione. Senza dubbio il Napoli è il diretto candidato al titolo del campione nella prossima stagione. Invece l'esperienza fatta nella CL sarà indispensabile per raccogliere il massimo nella stagione futura".

Andando nello specifico cosa puoi dirci del momendo di Milik e Zielinski?

"Ho visto dal vivo la partita Spal – Napoli ed Arek e Piotr hanno giocato molto bene confermando che sono dei giocatori fondamentali di questa squadra. Arek nei primi 12 minuti ha tirato 5 volte nello specchio della porta degli avversari!! Lo osservo da tanti anni. Con Milik lavoravo da quando lui aveva 17 anni quando lo abbiamo avuto al Górnik Zabrze e per 4 stagioni lo abbiamo allenato  assieme ad Adam NawaÅka poi abbiamo lavorato nella Nazionale polacca. Per Arek si trattava del  fondamentale passaggio dal calcio giovanile alla prima squadra, i suoi primi passi nel grande calcio. ZieliÅski invece è partito presto per l'Italia, aveva appena 16 anni. Vedevo che crescevano e maturavano ogni anno. Avere il talento è una cosa, ma il lavoro quotidiano è un'altra cosa. È indispensabile anche se dura ma è l'unico modo per alzare sempre il livello di preparazione di un giocatore. So quanto lavoro ha dovuto mettere Arek negli ultimi 2 anni, so quanto ha sudato per essere pronto per i Mondiali. Ora si vede che è in gran forma. Lui e Piotr hanno giocato la loro miglior stagione, ma sono sicuro che nella prossima faranno ancor meglio. Arek trova sempre più facilmente la porta, si trova nelle condizioni di essere pronto a segnare ed È fondamentale per un attaccante. Sono sicuro che presto arriverà anche la lucidità che gli permetterà di raggiungere 30 reti stagionali! ZieliÅski ha già dimostrato che l'ultimo passaggio e anche il tiro in porta sono la sua forza, e nella prossima stagione migliorerà notevolmente. Sono vivamente convinto che daranno tante soddisfazioni all'allenatore ed ai tifosi". 

Parlando di Arkdiusz, lo conosci molto bene, da quando era un ragazzo, ha confermato le tue aspettative? Cosa gli manca per diventare un top?

"Tornado a Milik  sappiamo che solamente gli infortuni non gli hanno permesso di concorrere con i miglior attaccanti d'Europa. È molto vicino al top! Sta arrivando il miglior Milik, ha fame di essere il migliore. Me lo ricordo benissimo ai tempi di Górnik quando non voleva mai smettere di allenarsi e di scendere dal campo. Ancora qualche tiro...di destro, di sinistro, di testa, e da diverse posizioni ed angolazioni...era insaziabile nel tirare in porta. Dopo ogni allenamento voleva continuare ancora ed ancora. E le punizioni sopra il muro e di lato. E proprio grazie a quel duro lavoro che oggi possiamo parlare di Arek come uno dei migliori attaccanti d'Europa. Sono convinto che l'anno prossimo vincerà il titolo del miglior marcatore....anche se sono sicuro che Krzysiek PiÄtek alzerà l'asticella molto, ma molto alto...".


In Italia abbiamo la sensazione che ogni anno sia quello buono per l'esplosione di Piotr Zielinski. A volte mostra tutto il suo talento, altre no. Perché?  

"Invece riguardo a Piotr ZieliÅski esistono due aspetti: Napoli e la nazionale. Con la squadra di appartenenza si lavora quotidianamente, si disputano circa 60 partite in stagione e alcuni automatismi sono naturali. Ovviamente non si può mantenere lo stesso rendimento al massimo livello, centrare la porta o la possibilità d'impostare l'azione. Ogni partita è una storia a sé. Poi si deve anche sommare i passaggi che altri giocatori non sono riusciti a finalizzare (nella partita contro Cagliari e' capitato 3 volte!) Piotr avrebbe almeno una ventina d'assist! È un giocatore che si mantiene al top del livello europeo. Invece la nazionale è  tutt'altra questione. Lì non c'è il tempo per lavorare, di solito i giocatori arrivano stanchi dai loro campionati, hanno bisogno di rigenerarsi, reintegrarsi tutti insieme, ritrovarsi con gli altri in campo. E tocca prendere in considerazione che si gioca sempre contro dei rivali che sono prescelti nelle loro nazioni! Perciò la difficoltà è spesso maggiore. Tutti si aspettano che Piotr avrà le stesse statistiche di passaggi ed assist che ha nella squadra di club, ma sono completamente diverse le sfide contro le nazionali. Già creare 2 o 3 azioni da gol sono spesso risultato di un duro lavoro in campo. E poi non sempre sono pure sfruttate! Purtroppo troppo spesso si tirano le somme guardando le statistiche o il risultato e non del lavoro che un giocatore ha dovuto svolgere per creare il pericolo agli avversari. Nella nazionale polacca Zielinski è il giocatore fondamentale, e lo sanno benissimo i giocatori che ci giocano insieme".

Conosci molto bene Nawalka, quali sono similitudini e differenze con Ancelotti? So che te lo chiedono in tanti...come riuscirà la Polonia a tornare ai livelli precedenti ai Mondiali?

"Tutti i due hanno grandissime personalità. Carlo Ancelotti è nella fascia dei 3 migliori allenatori del mondo. In più è una grandissima persona e lo confermano tutti i giocatori che hanno lavorato insieme, il suo carisma traspira dai suoi libri e poi ho potuto constatare personalmente. È una grande persona ed un grandissimo allenatore. Con Adam NawaÅka lavoro da 10 anni come il suo secondo e posso dire che è per me come l'università calcistica. Finora è l'unico allenatore nella storia del calcio polacco che è riuscito a qualificarsi sia ad gli Europei ed il Mondiale. Posso dire che sono fortunato ad essere stato a suo fianco nel miglior periodo della nazionale polacca di sempre. Agli Europei 2016 non abbiamo mai subito dai rivali neanche un minuto in tutte le partite giocate! Non ne abbiamo persa neanche una, ma siamo stati eliminati lo stesso ai quarti di finale nei calci di rigore contro il Portogallo che poi ha vinto il campionato. È stata dura da mandar giù. Mister NawaÅka ha riportato la nazionale dalla 78ª posizione della classifica mondiale al 5° posto nel suo miglior momento! È in assoluto miglior piazzamento per la nostra nazionale di tutti i tempi. Ogni allenatore ha il suo modo di gestire la squadra e di lavorarci, non voglio entrare nei dettagli. Ma poi ogni allenatore è giudicato dai suoi risultati, ma chi come me ci lavora sa benissimo che non sempre il buon lavoro svolto si riesce poi tramutare in risultati in campo. Sinceramente non sopporto gli allenatori che tirano le somme di  altri allenatori. Ognuno di loro ha qualcosa di suo e per questo siamo tutti diversi. Cosi è impossibile fare degli accostamenti tra loro, è impossibile farlo tra Ancelotti e NawaÅka. Sicuramente lavorarci o poter vedere come svolgono il loro lavoro è un grandissimo stimolo ed è stata un'esperienza che in gran parte ha influito su come io vedo il calcio. Ma nessuno è in grado di copiare altro allenatore".

Piatek, Linetty, BereszyÅski solo per citarne alcuni, ci sono molti giocatori polacchi in Italia. Chi sarà il prossimo? Qualcuno di loro è pronto per una piazza come Napoli? 

"Mi domandi dei giocatori polacchi in Serie A. L'ultimo è Krzysiek PiÄtek che ha scombussolato il campionato di Serie A. Prima al Genoa ora al Milan. Sono convinto che la strada per arrivarci glilelhanno spianata Piotr ed Arek con il loro bel gioco a Napoli. Ma poi guardando gli altri, Karol Linetty, BereszyÅski, StÄpiÅski, vedo che sono giocatori di spicco nelle loro squadre e segnano tanto. Poi ci sono altri che stanno rafforzando altre squadra in Italia, Thiago Cionek, Salamon, o gli ultimi Reca e Teodorczyk che si stanno adattando in Serie A e presto se ne parlerà molto bene. Dopo aver passato qualche giorno al Napoli sono stato anche alla Spal dove grazie a Cionek ho potuto vedere da vicino gli allenamenti di Leonardo Semplici, che ha fatto la promozione dalla C alla Serie A. Fenomenale. Ed ha fatto due grandissime stagioni nel massimo campionato. Se poi aggiungiamo i nostri portieri che militano in Serie A a cominciare da Wojtek SzczÄsny campione d'Italia, Skorupski e DrÄgowski allora si vede che i giocatori polacchi formano un valido gruppo dei giocatori. Non scordiamoci di PaweÅ Dawidowicz che sta lottando per centrare la promozione in Serie A col Verona. E stanno arrivando gli altri: Szymon Å»urkowski, Sebastian Walukiewicz, Filip Jagiello che hanno già firmato col alcune squadre di Serie A. E penso che ce ne siano  altri che sono monitorati dagli scout italiani, come Robert Gumny, Filip StarzyÅski, Filip MarchwiÅski, Adam Buksa, Sebastian SzymaÅski, Bartosz Slisz, MichaÅ Helik e Patryk Dziczek. È solamente questione di tempo quando approderanno in Italia. Se dovessi indicarne uno per il Napoli...? Direi Robert Gumny. Ha un grandissimo margine di miglioramento, sotto il vigile occhio di Carlo Ancelotti lo vedo presto tra i top europei nel suo ruolo".

Progetti per il futuro? Magari un ritorno in Italia...

"In Italia sono stato diverse volte, anche come giocatore. Due volte ho giocato nelle coppe euorpee: una contro il Parma (1:1, 1:2) e l'altra contro l'Inter (0:2, 1:0). Nel primo confronto col Parma ho anche segnato un gol, ed in porta c'era Gianluigi Buffon, ma poi abbiamo perso nel ritorno 1:2. Erano partite giocate allo stesso livello, ma poi sono state le squadre italiane a spuntare la qualificazione, ed il Parma ha anche vinto quel anno la Coppa UEFA!! Sogno di poter un giorno tornare a rivivere una simile rivalità ma come allenatore ed affrontarsi nelle coppe europee! So che nella vita vale la pena avere dei sogni! Allora mi metto subito a lavorare per realizzare i miei sogni.....Perciò arrivederci a presto in Italia di nuovo...."

Fonte : Vincenzo Credendino
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