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Pagelle Napoli-Legia Varsavia: Insigne scaccia via i fantasmi! Politano-Osimhen, che dire di più? Juan Jesus da rivedere

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Pagelle Napoli Legia Varsavia. Termina il match al Maradona per la 3a giornata l'Europa League con il Napoli che ha affrontato il Legia Varsavia. Le pagelle Napoli-Legia Varsavia su CalcioNapoli24, con i voti e la spiegazione dettagliata per ogni singolo calciatore azzurro. Voti Napoli-Legia Varsavia.

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Pagelle Napoli-Legia Varsavia, i voti

Meret 6 - Il dualismo dà fastidio, il suo rinvio sbilancio al 3’ non fa bene agli occhi. Lo si rivede al 68’, per un pallone del Legia lunghissimo, e per distendersi sul palo di Emreli.

Di Lorenzo 6 - Deve fare gli straordinari viste le assenze nel ruolo, aiuta i compagni ad allargare il raggio d’azione sulla fascia. Sbaglia un tocco al 51’ da posizione interessante, ottimo il taglio e sfortunato nel colpo di testa che sfiora il palo.

Manolas 6 - Ritrova una maglia dopo tre settimane, non anticipa Muci nel finale di primo tempo e gli si piazza davanti concedendogli il tiro. Poi lo stende al 44’ facendosi ammonire. Buona una chiusura in scivolata su Mladenovic, ma si fa male. (Dal 72’ Petagna SV - Un paio di minuti ed il Napoli segna, sfiora il legno nel finale e nel recupero è un po’ egoista nel cercare la conclusione personale. Ehi, ma è un attaccante)

Koulibaly 6 - I compagni si inginocchiano con lui prima del calcio di inizio, nel primo tempo non è mai chiamato in causa e ad inizio ripresa è un po’ supponente in scivolata. Muci ad un certo punto prova a truffarlo cadendo a terra e chiedendo un fallo che non c’è.

Juan Jesus 5,5 - Adattato a sinistra per emergenza, mantiene la posizione ma il cartellino giallo lo rende una preda invitante. Falloso oltremodo, rimane bloccato dietro.

Anguissa 6 - Molti riposano, non lui: lo strapotere fisico è evidente, sfortunato nel non spizzarla bene in area di rigore. Gioca a marce basse. (Dal 57’ Fabian 6 - Prima presenza a partita in corso, sbaglia poco in gestione)

Demme 6 - Il ko con la Pro Vercelli è ormai un ricordo, si piazza davanti alla difesa e lancia Lozano davanti al portiere in verticale. Va a dare fastidio quando ce n’è bisogno,

sfiora il palo con un destro che gira all’esterno.

Elmas 6 - Non c’è un altro gol dopo 12 secondi, ma molto movimento - anche fuori posizione - e poca concretezza anche perchè il Legia fa muro. Nella ripresa si sposta sulla sinistra quando Insigne s’accentra, per provare a dare spinta. Spalletti lo plasma a seconda della posizione in cui lo schiera.

Lozano 6 - Dopo la delusione per il cambio col Torino, si fa trovare abbastanza libero sui cambi di gioco di Insigne e gioca molti palloni, mettendo anche Mertens davanti al portiere in due occasioni, con tanto di pressing e palla recuperata. Miszta gli nega con la gamba una buona conclusione, da rivedere una scelta difensiva quando Muci va al tiro. (Dal 57’ Osimhen 6,5 - Permette alla squadra di distendersi, mettendo al tempo stesso in difficoltà la difesa avversaria. E poi mette a segno il 2-0, che dire di più?)

Mertens 6 - Già in gol contro il Legia, prima da titolare in stagione e dopo dieci minuti già scambia posizione e pallone con Insigne, si defila molto e poi sfiora il palo di destro. Esita troppo al 27’ e non batte a rete, arriva con un attimo di ritardo sottoporta sul colpo di testa di Di Lorenzo. Svaria su tutto il fronte. (Dal 72’ Politano 7 - Il cross per l’1-0 è il suo, basta e avanza. Va vicino al terzo gol prima di trovarlo nel finale)

Insigne 7 - Giuntoli ha detto che vuole tenerlo, lui si muove tanto per cercare di velocizzare l’azione: arretrando il suo raggio, può servire meglio i compagni. Si inserisce bene al 38’, non controlla altrettanto bene. Impreciso sui calci da fermo, sfortunato quando Miszta smanaccia e poi gli mette in corner un tiro, ripetendosi dopo. Accentra di più la posizione nella ripresa, sbatte ancora sul portiere fino alla girata che sblocca il risultato e scaccia via i fantasmi. L’assist per il 2-0 è la ciliegina sulla torta. (Dall’81’ Rrahmani SV)

Spalletti 7 - Il Napoli-2, formato da un’altra serie di titolari, si ritrova davanti un 3-5-2 difensivista, ma pieno di trequartisti, ed uno stadio guidato dai tifosi avversari: il baricentro viene alzato praticamente subito, ma gli spazi lasciano poco all’improvvisazione. Intensificato il pressing, Lozano e Mertens si rendono pericolosi ma se l’azione non è veloce il Legia parcheggia un paio di pullman davanti al portiere. Venti minuti buoni nel primo tempo, poi cala l’intensità - e la spinta a sinistra non c’è. Si gioca le carte Osimhen-Fabian per provare a vincerla, aumentando la pericolosità offensiva con le squadre che si allungano: per fortuna arriva il gol, ancora grazie ai cambi. L’Europa League resta vivissima, vittoria faticata ma un plauso alla pazienza nel ricercare la giocata giusta. E mezzo voto in più per quei dieci minuti con sei giocatori offensivi e due gol segnati: nonostante il Legia non attaccasse, non è mica da tutti giocarsi tutte le carte a disposizione.