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Teocoli: "Imitazione ADL? Ha un'aria da burbero, ma non è cattivo: vi rivelo un retroscena. Ammutinamento? Mai vista una cosa del genere..."

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Ultime calcio Napoli - In principio furono Galliani e Maldini. Dall'epopea di «Mai dire gol» alla parodia di De Laurentiis che chiude i giocatori nel Maschio Angioino come in un serraglio. È la nuova trovata di Teo Teocoli. Il suo Aurelio cattivissimo proposto a «Che tempo che fa» su Rai2 è stata la novità dello show. Queste le sue parole a Il Mattino:

Teocoli, come è nata l'idea di imitare il presidente del Napoli?
«Innanzitutto confesso che ora sono terrorizzato dall'idea di incontrarlo. Temo che con il suo particolare slang possa riempirmi di improperi. Scherzo, lui ha questa aria da burbero e i toni molto spicci e a volte ruvidi, ma nel profondo non è un cattivo. L'ho conosciuto anni fa nel suo mega ufficio romano quando mi propose in un paio di occasioni di far parte dei suoi cinepanettoni, che, confesso, non erano in cima ai miei gusti».

E cosa accadde?
«Mi chiese di firmare un contratto, io risposi: Aurelio, se mi dai un copione capisco di cosa si tratta. Lui mi interruppe subito con il suo classico tono: copioni non ce ne sono, tu firma e fai il film. Quando qualcosa non gli andava giù, si trasformava e diventava subito perentorio. Ha aria da dittatore, ma, ripeto, in fondo è buono. È un gran lavoratore e ha inventato nel cinema certe cose che in Italia sono diventate di costume. Lui è innamorato del Napoli, ma il calcio è un'altra cosa».

La crisi di risultati del Napoli è frutto di quella lite tra giocatori e club?
«Da quando seguo il calcio non ho mai visto un ammutinamento così compatto, tutta la squadra ha disobbedito al suo presidente per la questione del ritiro. Lui ha fatto un braccio di ferro con i giocatori e la cosa non ha pagato. Poi a proposito della Cina, a cui pareva destinato Mertens, parlò di marchette, disse che avrebbe fatto una vita di m... In certe cose è stato davvero un po' pesante».

Nello sketch mette in risalto la rudezza di De Laurentiis e prende in giro anche Gattuso.
«Ma sì, in questa tv piena di buonismo un personaggio come Aurelio, cattivo, esuberante, funziona. La cattiveria, quando non è pesante, fa molto ridere. Chiama sorcio' Lionel Messi, Gattuso diventa il figlio di King Kong', chiude i giocatori nel Maschio Angioino e non si sa se usciranno mai».