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IlSole24Ore, Bellinazzo: "Il calcio italiano deve cambiare politiche ma tagliare troppo può essere un rischio"

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A Radio CRC nel corso della trasmissione “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Marco Bellinazzo, giornalista:

“Serie A? Non bisogna mai incorrere nell’errore di dare giudizi parziali rispetto a quello che può essere l’evoluzione della stagione. Ci sono squadre che hanno deluso per il gioco esposto prima che per i risultati. Il calcio italiano deve cambiare politiche, c’è chi ha adottato la linea dei parametri zeri e chi ha ridimensionato il monte ingaggi andando a scovare talenti nel resto del mondo. Le prime gare di campionato ci dicono che ha avuto ragione chi ha adottato quest’ultima strategia per il momento. È facile fare mercato con le tasche piene come direbbe qualche direttore sportivo. Ce ne sono tanti che hanno lucrato sui prezzi del calciomercato. Ridimensionarsi e tagliare può essere controproducente quando vengono messi in discussione gli obiettivi sul campo. Tagliare troppo alla fine può essere un rischio, perché poi per recuperare terreno si deve ulteriormente spendere. È nei momenti di difficoltà che bisogna far venire fuori le capacità tecniche dell’area sportivo selezionando giocatori adatti dai campionati minori. Attraverso la rivalutazione di quei giocatori si possono anche fare plusvalenze importanti. Osimhen per Ronaldo più conguaglio? Con 100 milioni saltano un po’ tutte le regole e diventa difficile giudicare. Con Osimhen valutato 75 milioni e non ammortizzato ancora totalmente, si pensa anche al fatto che 100 milioni per lui tra un paio d’anni potrebbero essere anche pochi. L’azienda CR7 nei meccanismi del Napoli non ci sarebbe stata benissimo a lungo andare. Soprattutto i benefici economici. Se nessuno ha realizzato questo affare in Europa, evidentemente dei problemi c’erano. Il Napoli non avrebbe potuto sfruttare il decreto crescita, l’affare lo avrebbe fatto più Ronaldo che i partenopei. Se converrebbe creare un canale proprio della Serie A? L’opzione è sempre sul tavolo, ma i nostri presidenti sono abituati a prendere gli assegni delle tv. Si potrebbe creare un canale streaming per rilanciare il nostro campionato, ma non penso che ad oggi ci siano le competenze necessarie”.

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