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Brescia, Perinetti: "Kvaratskhelia incanta per due motivi. Dribbling? Non si vede da anni, nelle giovanili è visto come un errore"

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A Radio CRC nel corso della trasmissione “Si Gonfia la Rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto Giorgio Perinetti, direttore sportivo del Brescia:

“Ci sono volute due delusioni al Mondiale per cominciare a capire che la strada intrapresa dal nostro paese fosse sbagliata. Bisogna riscoprire anche il talento e il calcio in strada. Noi guardiamo solo al prodotto finito, perciò non si guarda in Serie B. Abbiamo bisogni di istruttori, gente che consenta al calciatore di crescere e non lo mortifichi quando tenta un dribbling facendolo esprimere al meglio. Kvaratskhelia incanta per la sua capacità e velocità nel saltare l’uomo. Il dribbling in Italia non lo vediamo da anni e infatti nelle sezioni giovanili viene considerato un errore. Bisogna migliorarsi sempre per ritornare ai livelli di un tempo. Perché accade? Si è troppo vittime del risultato delle partite già dalle giovanili. Se già da lì si va a preferire la tattica sulla tecnica è normale che accadano certe cose. Io credo che dobbiamo prima di tutto rimettere al centro del valore di un ragazzo il lato tecnico, dopo ci sarà quello fisico, poi quello tattico. Dobbiamo anche agevolare gli allenatori che vogliono portare uno sviluppo di gioco più offensivo. Gli altri si allenano per come giocano la domenica, ad alta intensità, mentre noi facciamo allenamenti blandi per arrivare freschi alla partita. Cosa non va nelle big italiane che hanno sperperato? Credo che la strada sia quella di ridimensionare, investire ed esaltare lo scouting. Ci si deve rendere conto che anche spendendo grandi cifre non si riesce a portare in Italia giocatori decisivi, quelli che arrivano lo sono solo per nome e carriera. Non siamo in grado oggi di acquistare quei 3/4 giocatori che possono determinare il campionato di una squadra, quindi dobbiamo stare attenti. Se c’è qualche talento al Brescia? Abbiamo un allenatore che si avvicina di più agli standard europei rispetto a quelli italiani, speriamo continui così perché siamo primi in classifica. Cerchiamo di puntare sulle giovani promesse e su qualcuno del vivaio insieme a dei giocatori di esperienza per la Serie B. Il nostro 2005? Il tecnico lo ha subito individuato dandogli delle possibilità. Ha delle qualità importanti. Flavio Bianchi in Nazionale? Lo avevo al Genoa, è rimasto un buon finalizzatore, ma sta sviluppando anche altre doti. È un ragazzo che ha capito di dover ampliare il proprio repertorio per diventare più completo. In area di rigore è molto forte”.

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