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Vietato parlare di turnover, ma l'hanno vinta i titolarissimi

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Nella conferenza stampa alla vigilia del match di questa sera, Luciano Spalletti non ha voluto che si usasse il termine turnover.

Spalletti in panchina contro il Legia Varsavia


Una parola, a detta dell'allenatore azzurro, offensiva verso i suoi giocatori che sono da considerare tutti titolari allo stesso modo.

La partita di questa sera, portata a casa nella parte finale del secondo tempo, ha dimostrato che non è così.

Che il Napoli abbia dominato la partita dal primo minuto non è in dubbio, così come è inconfutabile che fino alla perla di Insigne, dopo aver cambiato più volte modulo e atteggiamento, gli azzurri proprio non riuscivano a sbloccare il risultato.

Un risultato, particolare non di poco conto, che andava sbloccato a tutti i costi alla luce della situazione nel girone. Un pareggio, infatti, avrebbe complicato e non poco, il cammino del Napoli in Europa League.

Insigne esulta per il gol contro il Legia Varsavia

Vero anche che contro questo Legia Varsavia, sulla carta, anche la formazione del primo tempo poteva essere considerata più che sufficiente per avere ragione dei polacchi.

Ma le partite, e Spalletti ne è a conoscenza più di chiunque altro, si vincono in campo. 

C'è stato bisogno dell'ingresso in campo di Osimhen, Politano e Fabian Ruiz su tutti per sbloccare il match, e martellare gli avversari fino al 3-0.

Osimhen abbraccia Mertens dopo il gol contro il Legia Varsavia

L'importante era portare a casa i tre punti e l'allenatore azzurro sapeva benissimo che aveva in panchina gente che poteva facilmente cambiare la partita, ma c'è da credere che probabilmente, sperava di non averne bisogno in vista del match contro la Roma all'olimpico.

Vietato parlare di Turnover? Eppure il turnover è proprio l'avvicendamento della forza lavoro addetta a un processo produttivo per ottimizzare i risultati produttivi. 
Non era proprio questa l'intenzione di Spalletti?

Proveremo a non parlare di turnover, ma per battere il Legia Varsavia c'è stato oggetivamente bisogno dei titolari, anzi dei titolarissimi.