Notizie
Facebook Twitter WhatsApp

Che senso ha il silenzio stampa se poi sui social ognuno fa come gli pare?

Foto

CALCIO NAPOLI - "Un senso non ce l'ha" cantava Vasco Rossi. Nel Napoli, ormai da settimane, si è introdotto il silenzio stampa. Su questa scelta societaria si sono diffuse le più disparate tesi. C'è chi sostiene sia stato fatto per mettere il bavaglio a Gattuso dopo lo scazzo con il presidente De Laurentiis al termine di Verona-Napoli e chi invece percorre la strada più soft dicendo si tratti puramente di una scelta scaramantica. Pur rispettando le due fazioni, viene particolarmente da ridere se pensiamo come alla fine, questa decisione di stare in silenzio, sia praticamente una presa in giro. La prova è tutta sui social dove i calciatori, magari insofferenti come il mister perché vorrebbero parlare ai tifosi, postano foto con un brevi messaggi relativi alla gara giocata. La stessa strada l'ha usata anche Edoardo De Laurentiis, non uno qualsiasi ma il vice presidente della SSC Napoli, il quale con delle stories su Instagram ha espresso chiaramente il proprio pensiero sull'errore arbitrale in Napoli-Cagliari

in cui è stato annullato un gol regolare a Victor Osimhen. Lo stesso attaccante, reduce da un colpo alla testa, ha poi risposto ad un tifoso su Twitter rassicurandolo sulle proprie condizioni.

Alla luce di questi eventi, la domanda è: a cosa serve il silenzio stampa se poi si usano tranquillamente i social? Non vogliamo pensare che una società professionistica tra le migliori d'Europa scelga di non parlare per motivi scaramantici. Sarebbe paradossale ed 'offenderebbe' la professionalità di chi lavora in questo settore. Se poi la protesta legittima, lo sottolineiamo, per l'errore di Fabbri deve farla il vice presidente e non il presidente in prima persona, qualcosa non quadra. Qualcuno potrà obiettare: "Non servono i social, le proteste si fanno nelle sedi opportune". Tutto vero, è anche la linea nostra di pensiero. E allora perchè utilizzare Instagram per attaccare Mazzoleni e soci? Nel Napoli, in tal senso, sembra mancare una linea guida univoca. Se c'è il silenzio stampa va rispettato, altrimenti, utilizzando una famosa espressione di Franco Scoglio, ognuno fa le cose ad minchiam...

RIPRODUZIONE RISERVATA